Si è svolto presso l’Auditorium della Regione Piemonte l’incontro conclusivo regionale di
PERCORSI #POSSIBILE – Il modello che genera opportunità, il progetto promosso
nell’ambito del Fondo Regionale Disabili per accompagnare studenti e studentesse con disabilità
nella transizione dalla scuola al mondo adulto e lavorativo attraverso percorsi personalizzati, co-
progettazione territoriale e azioni di raccordo scuola–lavoro.
Una giornata che ha riunito scuole, enti di formazione, servizi territoriali, Centri per l’Impiego,
famiglie, imprese e realtà associative per condividere esperienze, strumenti e risultati di una
sperimentazione costruita in rete.
Il progetto ha coinvolto a livello regionale 71 istituti piemontesi e attivato 571 percorsi di
Formazione Scuola Lavoro, insieme ad azioni dedicate all’orientamento, all’accessibilità e allo
sviluppo delle competenze orientative.

Esperienze, strumenti e risultati
La mattinata, dal titolo “Le esperienze che prendono forma”, si è aperta con i saluti istituzionali e
con la presentazione del progetto sperimentale da parte di Raffaella Nervi, Responsabile dell’U.O.
Orientamento Permanente di Regione Piemonte, insieme a Roberta Bertellino di Motiva, capofila
del partenariato di sviluppo.
Nel corso degli interventi è stato più volte sottolineato il forte raccordo tra PERCORSI
#POSSIBILE e il più ampio sistema regionale di orientamento permanente, in continuità con il
lavoro sviluppato in questi anni all’interno di Obiettivo Orientamento Piemonte (OOP). Il
progetto si inserisce infatti in una visione dell’orientamento inteso non solo come
accompagnamento alla scelta, ma come costruzione di contesti educativi, territoriali e relazionali
capaci di sostenere i “futuri possibili” delle persone.
Successivamente, spazio alle esperienze territoriali e ai racconti dei protagonisti della
sperimentazione. Monica Montabone e Danilo De Regibus, orientatori del progetto, hanno
accompagnato il pubblico attraverso esempi concreti di co-progettazione dei percorsi di Formazione
Scuola Lavoro realizzati nei diversi territori piemontesi, restituendo le voci di studenti, insegnanti,
tutor e reti territoriali coinvolte.
Uno degli elementi più significativi emersi dagli interventi è stata la straordinaria varietà delle
esperienze attivate. I percorsi di PCTO – oggi Formazione Scuola Lavoro – hanno infatti coinvolto
settori, enti, aziende, associazioni e realtà territoriali molto differenti tra loro, costruendo occasioni
concrete di orientamento, partecipazione e crescita personale.
Le attività presentate hanno attraversato i quattro macrotemi:
– inclusione e accessibilità
– interessi e curiosità
– passione e creatività
– rete e territorio
mostrando come il percorso verso il futuro possa prendere forma attraverso il coinvolgimento attivo
della persona e della comunità che la accompagna.
A chiudere la sessione del mattino sono stati gli interventi dell’influencer Cristina Gallo
(@laprofspettinata), che ha raccolto e restituito le principali parole chiave emerse durante la
giornata, e di Anna Laggiard di Engim Piemonte, che ha rilanciato i prossimi appuntamenti
territoriali conclusivi del progetto.
Nel pomeriggio, l’incontro è proseguito con il focus “Il modello che genera opportunità”,
dedicato alla lettura dei risultati e alla riflessione sul valore metodologico e territoriale della
sperimentazione.
Diego Boerchi, docente di Psicologia dell’orientamento e consulenza di carriera presso l’Università
Cattolica del Sacro Cuore, ha approfondito il tema dell’inclusione e della partecipazione nei
percorsi di accesso al lavoro, evidenziando l’importanza di modelli orientativi capaci di valorizzare
aspirazioni, possibilità e protagonismo delle persone.
Ampio spazio è stato dedicato anche alle testimonianze di co-progettazione dei percorsi e delle
azioni sperimentali portate avanti da orientatori, formatori ed educatori, fino alla restituzione finale
su strumenti, metodo e risultati della sperimentazione a cura di Deborah Pagani e Monica
Montabone, referenti scientifiche del progetto.
La giornata si è conclusa con la restituzione grafica dal vivo realizzata da Emanuela Recchia di
Omanu Grafica, Web, Illustrazione e con le conclusioni finali di Stefania Ferrarotti, responsabile
del Fondo Regionale Disabili, che ha richiamato il valore strategico di percorsi capaci di mettere
realmente al centro la persona, le sue aspirazioni e la costruzione di opportunità concrete attraverso
il lavoro di rete.

Cuneo: inclusione concreta e territori che generano possibilità
Per il territorio di Cuneo è stato presentato il lavoro sviluppato attraverso il coordinamento della
sede CNOS-FAP di Fossano e il presidio della tutor specialistica Miriam Odetto.
Le attività hanno coinvolto:
- 88 percorsi PCTO
- 9 istituti scolastici
- 8 orientatori
Tra le esperienze presentate, particolare attenzione è stata dedicata ai percorsi sviluppati insieme
alla Cooperativa Ur-ca e al progetto “Prodotti in Fuga”, descritto come un vero e proprio
ecosistema di apprendimento, capace di unire sostenibilità sociale, inclusione e sviluppo di
competenze.
Un’esperienza che ha mostrato concretamente come l’inclusione non significhi semplicemente
accesso ai contesti, ma costruzione di ambienti capaci di valorizzare talenti, aspirazioni e
possibilità.

Vercelli: memoria, reciprocità e pluralità di sguardi
Per il territorio di Vercelli, la tutor specialistica Valentina Rinaldin ha accompagnato e presentato
l’esperienza di Giacomo, ragazzo ipovedente dall’età di 8 anni, che ha svolto il proprio PCTO
presso l’Istituto Storico della Resistenza di Varallo Sesia.
A partire da una passione personale per la memoria storica e dal ritrovamento di testimonianze
partigiane valsesiane, il percorso si è trasformato in un’esperienza di ricerca, digitalizzazione e
valorizzazione culturale, capace di mettere in connessione scuola, istituzioni culturali e territorio.
Dal PCTO è successivamente nata un’azione ponte coprogettata insieme all’Associazione
Solo4Sensi di Borgo Ticino: la Passeggiata Senso Culturale, esperienza immersiva realizzata
presso il Parco d’Adda di Varallo Sesia con gli studenti del Liceo delle Scienze Umane di
Borgosesia.
Un percorso che ha permesso ai partecipanti di vivere un’esperienza condivisa “al buio”,
sperimentando nuove modalità di ascolto, relazione e percezione del territorio e della memoria
storica.

Un modello che genera opportunità
Il convegno ha restituito con chiarezza una visione dell’orientamento fondata su:
– co-progettazione
– ascolto
– reciprocità
– partecipazione
– futuri plurali e possibili
Non semplicemente attività rivolte alla disabilità, ma un modello capace di costruire contesti
educativi, relazionali e territoriali nei quali le persone possano esprimere talenti, aspirazioni e
possibilità.

